La mostra nasce con l’intento specifico di trasportare il visitatore in una dimensione parallela, creando ambienti immersivi che si discostino dal contesto stesso della biblioteca del Castello di Monselice. L’espediente usato per racchiudere questo omaggio all’amicizia fra Aldo Businaro e Carlo Scarpa, lo si è identificato attraverso la luce, cercando di raccontarla, mostrarla e rappresentarla. Traendo ispirazione dalla facciata frontale del Padiglione del Venezuela, si è deciso di proporre una stilizzazione di esso. Per la palette dei colori, si trae spirazione dai materiali usati nelle architetture scarpiane: Il grigio deriva dalla pietra, l’oro dai piccoli dettagli spesso realizzati per la Tomba Brion e il bianco, simbolo di luce e purezza. Per il font si è optato per un Roboto